“Vaselli è bravissimo in un monologo estremamente fisico ricavato da un’intervista al pugile.
Ne restituisce tutta l’umanità, la fragilità e la speranza che è anche quella di un’intera nazione. Nell’atmosfera poetica e sospesa come nell’angolo tra un gong e l’altro creato dalla regia rivive l’eroe venuto su dal niente e insieme l’Italia contadina degli anni cinquanta”
Giuliana Manganelli Sec. xiv
“Una sedia vuota, un fascio di luce che disegna un quadrato, un uomo in accappatoio che entra a passo strascicato e si siede tenendosi la testa tra le mani: così il palcoscenico del teatro della tosse si trasforma in un ring: sono storie che raccontano con durezza estrema ma anche con inaspettata dolcezza quelli che si ccitano all’idea di farsi gonfiare la faccia di botte; applausi convinti”
Repubblica
“ L’intero spettacolo possiede una forte potenza evocativa, coinvolgendo direttamente lo spettatore.
La semplicità della scenografia e della regia catapulta la platea in un mondo duro e povero.”
La Gazzetta