Come abbiamo lavorato
Lo spettacolo parte dai vestiti. Rosa li ha cercati a casa sua, nei mercatini, tra gli amici.
Abbiamo lavorato con foto, aghi e fili, scarpe, ricette, abbiamo chiacchierato per ore con Teresa, abbiamo parlato delle zie di Rosa, del nonno parrucchiere, abbiamo cercato di capire come funziona la mostadura, come si castrano i capponi, come si fanno i cappelletti.
Rosa ha raccontato e io ho registrato e scritto. Così è nato il testo.
E’ un racconto che a volte diventa quasi un monologo, una misura ibrida che si regge su un filo molto sottile.
Ci interessavano i punti di passaggio, le linee d’ombra tra il racconto e il monologo, tra Teresa vecchia, Teresa giovane e Rosa.
Di pari passo con le azioni. Rosa raccontava e io gli chiedevo di aggiungere una partitura fisica: il vestirsi e spogliarsi, mettere in disordine e sistemare, trattenere e lasciarsi andare, ballare.
Poi abbiamo sottratto.