LUOGHI IMMATERIALI DELLO SGUARDO TEATRALE

di Carlo Infante

Per tanti anni la sperimentazione teatrale ha saputo coniugarsi con i nuovi media, giocando con la spregiudicatezza propria dell'"avanguardia" sul piano dell'invenzione dei linguaggi e dei comportamenti. Erano altri tempi: allora aveva senso interpretare quel senso di contemporaneità , creando aggregazione e condivisione di valori. Oggi è diverso : l'accelerazione storica in atto ci proietta nel futuro: in un futuro mutuato dall'insorgenza delle tecnologie digitali. E gran parte del teatro non è disposto ad accettare il fatto di rincorrere il Tempo. Cerca magari di riflettere sul suo "motivo", cercando di rifondare la sua condizione in rapporto ad una domanda di teatro. Interrogandosi sulla risultante della sua azione nella sfera sensoriale e cognitiva dello spettatore. In questa direzione va il progetto Laboratorio d'Arte dello Spettatore che ho attivato su Internet. Ma prima di parlarne trovo importante ricordare che in un altro web (http://idra.it/cyberia) transitano alcuni miei testi teorici sul rapporto tra performance, video e virtualità: una zona ibrida tra spettacolarità e nuovi media su cui ristabilire un'attenzione che, lo riconosco, rischia d'essere sterile. Sarebbe troppo banale pensare di sommare l'idea di teatro a quella di tecnologia. Ma qualche esperienza, come le cyber-performance di Marcel.lì Antunez Roca (ex Fura dels Baus) fanno intuire qualcosa di significativo. In quello spazio-tempo virtuale che è Internet, e in particolare in "Cyberia" , mantengo un osservatorio che possa essere utile a riflettere sulla nostra evoluzione e quindi anche quella del teatro e degli altri media, con la convizione che è nell'ibridazione dei linguaggi e delle percezioni che si coglierà il mutamento delle sensibilità.

Nel frattempo in un altro luogo immateriale, nel sito "Laboratorio d'Arte dello Spettatore (http://www.alpcom.it /entasis/teatro), procede un'attività meno teorica e tendenziosa , fondamentamente aperta al confronto.

Il Laboratorio d'Arte dello Spettatore

Un luogo reale e virtuale di riflessione teatrale

Un modo per affrontare in modo comprensibile la questione posta in campo è quello di rivendicare un'iniziativa non straordinaria, anzi ordinaria: come è necessario che diventi l'approccio con le nuove tecnologie della comunicazione digitale.

Si tratta del Laboratorio d'Arte dello Spettatore, curato da me, in collaborazione con il Gruppo Entasis (Marina Leonardini e Sandro Di Francesco in particolare) e l'Associazione Nazionale Critici di Teatro, sostenuto dall'AGIS Piemonte e dall'Assessorato alle Risorse Culturali del Comune di Torino in connessione all'iniziativa "Metti una sera a Teatro". Un'iniziativa trasparente di funzionale promozione teatrale. Con un particolare tocco: quello di espandere l'attenzione teatrale all'immaterialità telematica.

Una serie di incontri da dicembre 1995 ad aprile 1996 hanno dato luogo a delle intense conversazioni intorno ai "teatri possibili", tanti approcci diversi alle idee diverse di teatro che alcuni protagonisti , autori e studiosi della scena contemporanea, hanno messo in campo. E in rete. Nel senso che sia le registrazioni che le cronache di questi incontri , nonchè gli interventi ulteriori di "spettatori" sollecitati, sono stati lanciati nella "rete delle reti", ovvero Internet, diventata ormai, finalmente, un luogo comune. O meglio, al di lˆ dei giochi di parole, un luogo da rendere comune, in cui condividere e scambiarsi delle idee. Un luogo in più, oltre quelli fisici,dove lanciare dei temi di discussione , contestualmente inseriti in un forum su i teatri possibili.

Nomadi per i teatri possibili

Sono tanti i modi per parlare di teatro, o meglio dei teatri possibili .

Uno è quello di rivolgersi a chi nel teatro vive ed opera, un altro è quello di trattare del senso teatrale per chi lo attraversa da spettatore. Sono modi che spesso si coniugano tra loro, ma non è detto che così sia. Ecco qundi il desiderio di attivare un confronto sui teatri possibili, in cui si privilegi l'approccio dello spettatore, riconoscendogli un'arte, quella della propria percezione dinamica.

Il modo che abbiamo avviato con questo Laboratorio d'Arte dello Spettatore è quello di sviluppare alcuni concetti chiave che aprano più spiragli teorici (funzionali anche come istruzioni per l'uso della stagione teatrale in corso a Torino, dove part“ la committenza) per fare circolare un pò d'aria nuova nella casa del teatro, fare riscontro: far circolare un pò di corrente (attenti a non ammalarvi!)... Anche perchè , forse, ci interessano piè quelle correnti d'aria che la casa in sè.

Dopotutto gli spettatori non possono che essere nomadi.

Il teatro centrifugo

Una cosa semplice, semplice, questa del cercare di scambiare opinioni ma che negli ultimi tempi sembrava un pò perduta, per privilegiare un moto centripeto sul teatro: ovvero una dinamica culturale impostata sulla propria autoreferenzialità artistica e organizzativa. Un andamento quest'ultimo comprensibile, data la crisi produttiva, e non solo ideale, del teatro non ufficiale, quello che è rimasto in mezzo al guado: tra l'effettiva istituzionalizzazione e il mercato del "teatro di giro" . Una condizione che di fatto lo ha costretto a ripiegarsi su sè stesso. E a non trovare, o a non cercare, la strada per incontrarsi con le nuove generazioni di spettatori.

Una condizione molto diversa da quella espressa dalla sperimentazione teatrale di tempo fa, così centrifuga nel suo moto aggregativo e coinvolgente, così contagiante con il suo spirito tendenzioso . Ma erano altri tempi, d'accordo.

Il Laboratorio d'Arte dello Spettatore , nel suo piccolo , intende riattivare un pò, almeno un pò, di quella mobilità immaginaria e in tal senso ha mosso l'onda e ha raccolto e sta raccogliendo interventi da ogni parte, anche dal gruppo di "giovani critici" formati al Corso di Firenze promosso da ETI e Associazione Nazionale Critici di Teatro.

I temi lanciati on-line e sviluppati anche nella serie di incontri "fisici", sono stati: Il Suono del Teatro. L'attrazione fatale tra Scena e Musica; L'Insostenibile Leggerezza del Rappresentare. Dall'Ironia alla Comicità; Il Furore del Dire. Narrare ed Evocare nel teatro dell'Oralità; La Memoria dell'Avanguardia. Le Tradizioni del Nuovo Teatro.

Temi inizialmente pensati come chiavi per interpretare una stagione teatrale ma di fatto rivolti al più libero gioco dello scambio teatrale.

Dalla verticalitˆ della Critica allo scambio orizzontale delle idee

Uno dei migliori modi possibili per usare Internet è infatti farne un luogo di comunicazione. Lo ripetiamo ancora una volta.

Pensate a quanto poco pensiero di teatro stia circolando: la stessa Critica Teatrale ha perso moltissimo spazio nei quotidiani e negli altri massmedia la sua presenza è più unica che rara.

Il fatto di utilizzare una rete telematica è non solo un'occasione in più rispetto al deserto imperante ma un'esperienza comunicativa da considerare come un approccio paradigmatico per una nuova concezione dell'informazione-formazione teatrale. La verticalità della Critica giudicante viene ad indebolirsi in un momento in cui emergono altre opportunità di scambio "orizzontale" del pensiero.

E' un'occasione evolutiva da non perdere, da sperimentare alla ricerca delle forme più adeguate ed efficaci.

Lanciare le proprie idee su Internet è "orizzontale" perchè la comunicazione telematica riesce a rivolgersi a tutti, a chiunque possa connetersi in rete, con un rapporto che privilegia la relazione "uno a uno": è buffo: è come in uno scambio orale, parlato.

Viene riconfigurata la forma-scrittura attraverso un medium che via rete telefonica permette di scegliere le informazioni, inserendole in qualsiasi contesto, privato o pubblico che sia. Certo, l'uso di Internet può anche essere collettivo, si pensi al fatto di usare un "forum di discussione" come questo di cui stiamo parlando in un contesto di studio teatrale. Tutto questo significa usare la comunicazione in senso biunivoco e non più a senso unico come accade con i mass-media. Significa ricevere le informazioni per rilanciarle in un gioco di reale , condivisa, comunicazione, possibile grazie all'interattività e alla facilità d'uso di particolari software di "navigazione" come Netscape. Ma non entriamo in dettagli tecnici, anzi. Una volta tanto non è solo il"medium ad essere messaggio" (secondo il buon vecchio McLuhan).

Il Laboratorio d'Arte dello Spettatore è un progetto di comunicazione solidale (esalta il principio "connettivo" della messa in relazione, anche con altri siti Internet che trattano di teatro nel mondo, "linkandoli": attaccandoli cioè al suo sito ...) che produce e rilancia un senso, un pensiero in divenire, non chiuso in un progetto lineare. I testi e i messaggi che ora stanno transitando (Internet non ha tempo ...) sono liberi e nomadi come l'idea di spettatore che ci piace coltivare: co-autore di un immaginario teatrale prodotto da una percezione dinamica che può ora, in questo Laboratorio virtuale, anche acquisire una forma testuale.

Il Laboratorio d'Arte dello Spettatore diventa così "theatron": un luogo dello sguardo .

Carlo Infante

Torino, dicembre 1995