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G - I viaggi di Gulliver è un
prehistoricboard interattivo improvvisativo,
diario di bordo dell'ideazione di un'opera teatrale.
U - Durante la preparazione di un lavoro si accumulano
materiali in gran quantità,
testi, immagini, suoni, metafore.
Man mano che il lavoro va avanti, alcuni di questi decadono perdendo consistenza
altri si irrobustiscono ramificandosi.
Alla fine del processo alchemico si arriva
a un distillato, una sintesi.
L - Il lavoro sul web da una parte documenta il
passaggio, situandosi sul lato delle associazioni di idee e delle possibili
connessioni dei dati (dei materiali), dall'altro nella sua capacità
di interazione sposta il gioco sulla performatività dell'attore.
Il quale a seconda delle situazioni che il navigatore può richiamare,
dovrà improvvisare utilizzando brani memorizzati, oggetti da manipolare,
rapporto con la telecamera che lo costringe a pp. stretti.
L - Gulliver è quindi un percorrere una
rotta rotta,
una deriva finzionale, funzionale alla causticità satirica.
Qui nella presentazione eventuale e varia ci sarà un attore,
almeno due videoproiettori, uno con le macro dell'attore in diretta,
l'altro coi contributi richiamati dal navigatore che
costituiscono lo stimolo e l'interaltrafaccia per l'azione attoriale.
I - La dimensione quindi non è tanto espositiva,
di questa webbespiriens,
quanto concettuale e fastasmagogica,
in un gioco che richiama quello tra
regista e attore
molto interna quindi all'arte dell'attore,
quasi un suo privato esercizio.
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