| Fu servito il pranzo, e quattro personaggi di
grado elevato mi fecero l'onore di tenermi compagnia a tavola. Avemmo due
portate, ciascuna di tre pietanze. Nella prima ci fu una spalla d'agnello
tagliata in forma di triangolo equilatero, un pezzo di manzo in forma d'un
rombo, ed un budino arieggiante una cicloide. La seconda portata consistette
in due anatre legate insieme in modo da raffigurare un violino; salsicce
e budini che si sarebbero detti flauti e oboe, e del petto di vitello che
pareva proprio un'arpa. I domestici ci tagliarono il pane in tanti coni,
cilindri, parallelogrammi, ed altre figure geometriche. Viaggi di Gulliver, parte III, cap. II |
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Disse il mio padrone: - “Dev’essere
un paese ben miserabile, |
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| Dapprincipio il sale mi mancò
molto, ma presto l’abitudine rese accettabile la sua mancanza; e io
credo proprio che l’uso frequente del sale presso di noi sia il risultato
di costumi voluttuari, introdotto dapprima soltanto come stimolante del
bere, eccetto quando era necessario per conservare la carne durante lunghi
viaggi, ovvero in luoghi remoti dai grandi mercati. Infatti si può
osservare che nessun animale ne va ghiotto, tranne l’uomo: e quanto
a me, dopo ch’ebbi lasciato quel paese, ci volle un bel po’
di tempo prima che riuscissi a gustarlo in un cibo qualsiasi. Viaggi di Gulliver, Parte IV, cap. II |
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